by la parola farfalla
una notte, quella passata, funestata da tantissimi micro-risvegli. il risveglio definitivo porta con sè, insieme alla sensazione di aver dimenticato qualcosa, la melodia di questa canzone, come se durante la notte il sonno o un sogno l’avessero lasciata suonare nella mia testa disabitata.
na na na na na nanaaaa, comincio a canticchiare sovrappensiero tra i passi che vanno dalla camera da letto al bagno.
e poi dal bagno alla cucina, ancora, na na na na na nanaaa.
ma che canzone è? mi domando mentre mi stringo nella vestaglia di pile e aspetto il gorgheggiare della caffettiera.
un giorno dopo l’altro. luigi tenco. le due coordinate mi tornano in mente mentre sono lì sotto la doccia e non mi decido a chiudere quella meravigliosa parentesi di acqua calda. ad uscire fuori, dove c’è gennaio impaziente che si aspetta un altro giorno da me.
“e non mi decido a chiudere quella meravigliosa parentesi di acqua calda. ad uscire fuori, dove c’è gennaio impaziente che si aspetta un altro giorno da me.”
Bellissimo!
ma ciao. qua tocca che ci vediamo eh.