la parola farfalla

(non so chi)

oggi verso mezzogiorno
ero buonissimo,
mi sentivo una mollica di pane
messa da dio sul davanzale del mondo.
non so chi l’ha presa,
i versi che ho scritto
o qualcuno che mi ha pensato.
so che sono le due del pomeriggio
e la briciola è sparita.

franco arminio

perchè ‘esiste’ il paradiso, o almeno perchè dovrebbe.

È vero, come ha detto qualcuno, che
in un mondo senza paradiso tutto è addio.
Sia che tu saluti con la mano o no,

è addio, e se non ti salgono lacrime agli occhi
è addio lo stesso, e se fingi di non accorgerti,
odiando ciò che passa, è addio lo stesso.

Mark Strand

da qui

da qui http://toniorasputin.blogspot.com/2012/02/lultima-poesia-della-szymborska.html

l’ultima poesia della szymborska

non è quella scritta poco prima di dormire
e lasciata in un appunto senza precauzioni
fra le pagine gonfie dell’agenda
sotto la bottiglia d’acqua naturale
così da far felici in un sol colpo
i romanzieri a caccia di reliquie e i coccodrilli della sera

ma quella che mi hai letto in libreria
fra gli scaffali come mura nel deserto
e poi hai riposto alla rinfusa nella sera
del mio compleanno n°35
che dicevi ti regalerò una torta e una poesia
che diceva tutto m’importa di te anche i tuoi versi.

Le pietre, Tomas Transtromer

Sento cadere le pietre che abbiamo gettato,

cristalline negli anni. Nella valle

volano le azioni confuse dell’attimo

gridando da cima a cima degli alberi, tacciono nell’aria più leggera del presente,

planano

come rondini da cima

a cima dei monti finché

raggiungono l’altopiano più remoto

lungo la frontiera con l’aldilà.

Là cadono

le nostre azioni cristalline

su nessun fondo,

tranne noi stessi.

e dillo che l’hai scritta per me, dillo.

buon san valentino a chi ha perso la fede nei santi.

il derubato che sorride
ruba qualcosa al ladro
ma il derubato che piange
ruba qualcosa a se stesso
perciò io vi dico
finché sorriderò
tu non sarai perduta

Damien Rice_Bottom shelf

and I’m always hanging on
and I’m always closing doors
and I’m always saying no
no, when I really really want it all

how dare they crash the party in your mind?

quanto conta.

su radio città futura stamattina intervistavano federico fiumani. a segnalarmi la cosa in tempo reale è stato l’amico mio r. con un sms perentorio che diceva così ’97.7 fiumani’. io ho eseguito meccanicamente l’ordine, sintonizzando la radio e sedendomi sul divano, in ascolto. fuori dalle finestre c’era un cielo infreddolito che obbediva alle previsioni del tempo e sembrava non volerne sapere di svegliarsi e decidere cosa farsene di questa domenica. con r. ci siamo mandati sms per tutta la durata del programma. lui a volte mi prende un po’ in giro per questa cosa che mi piacciono i diframma. mi chiama diaframmatica e., però c’è da dire che io gli cito spesso fiumani come un oracolo e, in risposta alle sue e-mail, è capitato non di rado che, invece di tante parole, gli propinassi direttamente i link delle canzoni dei diaframma caricate su youtube.

ora che è uscito quest’ultimo album, a r. che mi domandava com’è e come non è, più che delle canzoni ho parlato del perchè, secondo me, la carriera del loro autore vada considerata come un piccolo grande esempio di scelta (artistica e non) in un mondo, quello discografico, tanto difficile ed insidioso. poi, siccome r. fa lo scrittore e siccome pure il mondo dei libri quanto a insidie non ha niente da invidiare a quello della musica, per incoraggiarlo gli ho detto che lui potrebbe essere una specie di fiumani dell’editoria.

durante l’intervista hanno passato un po’ di brani nuovi che io a dire il vero, almeno fino a stamattina avevo ascoltato solo distrattamente. ‘tutto il giorno puntando un avversario, ma sparatevi, sparatevi’ urla la radio e io in diretta canto la stessa frase a r. in un sms abbondando con le i finali della parola sparatevi, come fa fiumani.
‘che nostalgia dell’amore’, penso dopo un po’ e, senza rendermene conto, lo confesso pure a r. in un sms. temevo una di quelle battute tra il sarcastico e il non sense, he che ormai ho quasi imparato a parare, invece quello che r. mi risponde vorrei non dimenticarlo mai: ’la nostalgia conservala, è meglio della delusione, della rabbia e del cinismo’.

e io che invece cerco sempre di mandarla via, come fosse una malattia. invece ha ragione lui.

non so perchè ma tutto sembra coincidere in un modo speciale: i pensieri miei, le parole che ci scambiamo con r. e la musica. sarà per questo che quando finisce la trasmissione e a me viene voglia di riascoltare questa canzone qui e, in qualche modo, mi torna il coraggio di fare un sorriso alla mia nostalgia.

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